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Questo e tanto altro è San Donato

mercoledì 3 agosto 2016

Caro assessore Ginelli

L'Assessore Gianfranco Ginelli ha risposto via Recsando (qui) alla lettera della Consigliera Gina Falbo che abbiamo pubblicato nel nostro post "Il Grande Blocco".
Gina Falbo ci chiede di pubblicare la sua replica, cosa che volentieri facciamo. Confidiamo che ne possa nascere un utile dibattito sulla nostra città e le sue prospettive.
La Redazione

venerdì 29 luglio 2016

Il Grande Blocco: osservazioni sul Consiglio Comunale di Lunedì 25 luglio 2016

La Consigliera Comunale Gina Falbo ci chiede di condividere qui questo suo post sul consiglio comunale di lunedì scorso, che ha pubblicato sulla sua pagina FB SDMsipuòfare

Ieri sera si è svolto il consiglio comunale. Un consiglio importante dove tra i punti all'ordine del giorno l'interrogazione sull'Hilton e il Documento Unico di Programmazione ("DUP"). Per quanto riguarda l'interrogazione sull'Hilton, alla domanda se si potesse ritenere valida la delibera dello scorso anno che approvava la variante allo strumento urbanistico per costruire un Hilton (esplicitamente indicato in delibera), dopo che Hilton ha confermato pubblicamente di non avere intenzione di costruire un albergo a San Donato è stato risposto che è tutto valido perché nulla è mutato. In pratica, si approva una variante urbanistica per fare un Hilton, non si fa un Hilton e nulla è cambiato.
Andiamo avanti. 
Il DUP. 
In una atmosfera molto triste e dimessa, l'assessore all'attuazione del programma ha snocciolato i risultati conseguiti da questa Amministrazione. Ha citato il Punto Comune, la gestione degli atti, una maggiore attenzione alla evasione fiscale, il bilancio partecipativo. Tra le opere da realizzare: il Parco Mattei, la riqualificazione di Certosa, la riqualificazione di via Kennedy. Hanno detto che questa è la sfida e che avvieranno/completeranno i lavori prima della fine del mandato. 
Considerazioni: per capire il grande disagio e la tristezza della giunta basta raffrontare il DUP dello scorso anno e quello di quest'anno. 
Da questo semplice confronto emerge una situazione impietosa. Un disastro politico che parla da solo e che come minimo procura disagio. Il giochetto è presto svelato. Tutte le opere pubbliche vengono traslate di anno in anno. Non ce n'è una che rispetti un cronoprogramma e i costi pensati. Quello che lo scorso anno avrebbero dovuto realizzare quest'anno e dopo viene spostato di uno quando di due anni (vedasi via Emilia, accesso alla città). Non hanno realizzato quasi nulla del loro programma e continuano a spostare in avanti le cose. Le faremo. Vorremmo. Domani. Fra un mese. Fra un anno. 
Vedere per credere. Tante, tristi, chiacchiere (GF) 

Aggiungiamo alcune considerazioni.
Il Documento Unico di Programmazione per quest'anno conferma quel che avevamo osservato nel nostro post "Il non fare ha il suo prezzo": la città è bloccata e la situazione si aggrava sempre più. Basta vedere le condizioni in cui si trova il Parco Mattei, con la staccionata del laghetto ormai pericolante e in alcuni punti sostituita da transenne (cosa ci vuole per fare una piccola staccionata, peraltro indispensabile per garantire la sicurezza?), il laghetto lasciato per giorni a secco prima per fare una riparazione e poi, riparato il guasto, lasciato senz'acqua ancora per altri giorni non si sa perché, mentre gli animali che lo abitano soffrivano e forse morivano, i conigli morti lasciati in mezzo ai vialetti, senza che nessuno intervenga finché i cittadini esasperati segnalano la situazione al Comune.

La difesa dell'Amministrazione è che mancano i soldi. Ma anche quest'anno, come emerge dal DUP presentato al Consiglio Comunale di lunedì scorso, San Donato spenderà molto meno di quel che incassa ed andrà quindi ad accrescere il "tesoretto" ormai plurimilonario depositato presso lo Stato e inutilizzabile per via del "Patto di Stabilità".
Siamo quindi di fronte ad un evidente deficit di programmazione (programmare non vuol dire solo fare bei progetti, ma predisporre mezzi, strumenti giuridici amministrativi e piani per attuarli) ed ad un'altrettanto evidente incapacità di esecuzione.
Per non limitarci alle critiche e, soprattutto, per non personalizzarle, vogliamo iniziare a capire come possono essere ben progettate e attuate le opere pubbliche, quali sono le cause che bloccano in concreto gli investimenti, al di là degli errori (che in alcuni casi riteniamo palesi) dell'attuale amministrazione e cosa si può realmente fare per uscire da questa situazione.
E' un lavoro al quale vogliamo dedicarci nelle prossime settimane (fatta salva un po' di vacanza!). Ogni contributo è ben accetto, anzi, richiesto!
    

lunedì 25 luglio 2016

Biciclettando all'alba del Sud Est Milano


Per il prossimo 11 settembre, gli amici di bicipolitana organizzano questa bella iniziativa, che vogliamo proporre a tutti voi.


Dicono che l'11 settembre il mondo sia cambiato, noi vogliamo ricambiarlo, vogliamo riprenderci la città.

Un facile percorso lungo la SS9 da San Giuliano verso MILANO ROCKGOREDO :-) per arrivare fino a Porta Romana. La durata di circa un'ora, il momento magico dell'alba ci consentirà di viverla in modo diverso, come mai l'abbiamo vista e riusciremo a cogliere ogni sfumatura, ogni piccolo messaggio audio visivo che questo nostro luogo del Sud Est Milano ci vuole trasmettere

RITROVO: ore 06:30 in Piazza della Vittoria a San Giuliano Milanese
PARTENZA: ore 06:45
PERCORSO: Da San Giuliano Milanese a Milano Porta Romana sulla SS9 Via Emilia
RITORNO: Sosta in Piazza della Pieve a San Donato Milanese

L'evento nasce da un'idea di Bicipolitana Network e dal negozio SS9 Via EMILIA. E' un'idea che vogliamo da subito condividere con il territorio e otteniamo subito l'adesione all'evento da parte del Comitato Cultura Locale di San Giuliano Milanese, dell'Associazione Rocca Brivio, della Brigata Tolpolino, di Eni Polo Sociale e della Consulta per la Mobilità Ciclabile di San Donato Milanese, di RecSando.

Abbiamo pensato di organizzare questo evento per tanti buoni motivi, primo tra tutti il socializzare.
Riteniamo che sia bello, incontrarsi e iniziare il mattino insieme compiendo qualcosa di inusuale, qualcosa che solitamente non viene fatto durante le normali giornate. E questo giorno, l'11 Settembre, un giorno che nell'immaginario collettivo è una giornata che ha cambiato con la violenza il mondo per noi riveste un significato particolare perchè vogliamo che sia l'alba di un nuovo giorno. Vogliamo che diventi un giorno importante per la storia del sud est Milano, quello che sancisce una nuova era per la mobilità ciclabile e per un mondo più etico e sostenibile.  Per noi promuovere la cultura della bicicletta è una scelta responsabile, e favorirne l'uso per gli spostamenti, sostituendola all'auto per muoversi tra la città e nei comuni limitrofi aiuta sicuramente oltre che a renderci sani e belli  a rendere le città più pulite e positive.

Per partecipare all'evento non devi avere una bicicletta all'ultimo grido, basta la bici della nonna, il percorso è molto facile e poco impegnativo. E' meglio usare il caschetto e portare con se una bottiglietta d'acqua.
Girare in bicicletta all'alba, quando la maggior parte delle automobili non è in circolazione ci permetterà di riscoprire la belleza dei nostri luoghi, il piacere di sorridere, di non fare la coda, di conoscerci.

Il bello di tutto questo è che l'11 Settembre è un giorno festivo, una domenica. Quasi nessuno è al lavoro, anche noi non dobbiamo andarci, possiamo quindi prenderci tutto il tempo che vogliamo, senza fretta con assoluta calma e senza stress di dover arrivare in orario.

Per maggiori informazioni:



martedì 19 luglio 2016

Il non fare e il suo prezzo

Questo è un post lungo e un po’ puntiglioso. Leggerlo serve però a capire cosa sta accadendo realmente a San Donato in questi anni.

Abbiamo tutti la sensazione che San Donato sia sostanzialmente ferma e che nessuno dei problemi urbanistici della città trovi mai soluzione: il Parco Mattei è sempre lì, sostanzialmente abbandonato a sé stesso mentre gli impianti un poco per volta decadono e alla fine divengono inservibili e chiudono (vedi piscina interna), la riqualificazione di Certosa viene continuamente annunciata, ma non parte mai, idem il Parco della Campagnetta e così via. Con questo post vogliamo uscire dalle generiche lamentazioni per cercare di vedere esattamente progetto per progetto quello che sta accadendo a partire dal programma della Giunta. Com’è nello stile che ci siamo dati, questo è un lavoro aperto alle integrazioni, alle correzioni e ai commenti di tutti.

1. Il programma della Giunta.

È interessante sotto questo profilo la relazione dell’assessore Battocchio al Piano triennale delle Opere Pubbliche 2015/2017 (in gergo: POP), sia per quel che c’è e oggi, a metà percorso, si trova al più allo stato di vago progetto, sia per quel che non c’è, sia per la quantomeno opinabile utilità di alcune delle opere previste (la relazione è pubblicata integralmente qui: http://www.recsando.it/rassegna-stampa/rassegna-stampa-home/17-san-donato-milanese/1762-assessore-andrea-battocchio-le-opere-pubbliche-nel-triennio-a-san-donato-milanese?showall=1&start=0).
Per contro, assistiamo a scelte urbanistiche estemporanee addirittura in contrasto con le linee guida proclamate in campagna elettorale e ribadite nella relazione in esame. Il programma “PGT a crescita zero: Non vogliamo ulteriore consumo di suolo!” è stato contraddetto, ad esempio, dalla variante che ha reso edificabile l’area destinata all’”hotel Hilton”, che si è poi scoperto non sarà un Hilton, ma magari forse un motel e dalla decisione di autorizzare l’ampliamento della clubhouse nel parco del laghetto di via Europa. 
L’assessore Battocchio identifica nella sua relazione i seguenti obbiettivi da conseguire:
TRAFFICO E VIABILITÀ
(1) - Annullamento del traffico di attraversamento
§  Realizzazione bretella Paullese-Monticello
§  Istituzione delle zone 30 all’interno dei quartieri residenziali (con la finalità di disincentivare il passaggio attraverso di essi)
§  Implementazione di un sistema automatizzato di controllo a distanza degli accessi per impedire l’ingresso degli autoveicoli che attraversano la città per evitare le tangenziali, la Paullese o il raccordo Autostrada del Sole-tangenziali 
(2) - Razionalizzazione, riduzione e maggior sostenibilità del traffico di adduzione
§  Trasporto pubblico che colleghi le stazioni (M3 e ferrovia) con i principali centri attrattori 
§  Collegamento dei parcheggi esistenti esterni alla città con navette aziendali o pubbliche 
§  Istituzione di un sistema di bike-sharing pubblico (con la finalità di permettere a chi arriva con mezzi pubblici in città di compiere l’ultimo tratto in bici) 
§  Realizzazione di piste ciclabili intercomunali verso San Giuliano, Milano Rogoredo, Peschiera (cercando il modo più “pratico” per scavalcare il fiume Lambro) 
§  Realizzazione di un nuovo Piano della sosta con l'obiettivo di favorire, nelle immediate vicinanze dei centri attrattori il ricambio dei mezzi e la limitazione delle soste di lunga durata.
(3) - Riduzione del traffico locale
§  Realizzazione rete di piste ciclabili sugli assi principali interni alla città (M3-Ospedale, Via Martiri di Cefalonia, via Gramsci-Battisti, Via Di Vittorio-Certosa-Morandi-Maritano,…) 
§  Riqualificazione dei marciapiedi ammalorati e pavimentazione dei percorsi “naturali” utilizzati maggiormente dai cittadini (collegamento Morandi-Pascoli, Jannozzi-Sanguinetti, via De Gasperi-1° maggio, via Moro-via Ripalta, via Morandi-via Emilia,…) 
§  Istituzione delle zone 30 all’interno dei quartieri residenziali (con la finalità di rendere più sicuri i tragitti ciclabili) 
§  Pedibus, ciclobus e altre iniziative collegate all’accompagnamento dei bambini a scuola con mezzi alternativi alla macchina 
§  Trasporto pubblico su modello Chiamabus per il collegamento tra quartieri diversi della città
§  Istituzione di un sistema di bike-sharing pubblico (con la finalità di rendere più agevole lo spostamento all’interno della città) 
(4) - Diminuzione delle auto sulle strade cittadine, sia in movimento sia ferme, per far rivivere le vie e le piazze
§  Redazione di un Piano della sosta efficace
§  Istituzione di zone ad esclusivo uso di pedoni
§  Favorire la realizzazione di parcheggi e box interrati
PARCHI E VERDE PUBBLICO
(1) - Aumento delle aree verdi nei quartieri ad alta densità edificatoria
§ Realizzazione di un grande parco pubblico sull’area della Campagnetta
§ Riqualificazione urbanistica del quartiere Certosa con la deimpermeabilizzazione di parte di via Ticino e l’unione delle due aree verdi attualmente separate dalla strada, al fine di ampliare il parchetto esistente
§ Realizzazione della nuova piazza Tevere con la messa a dimora di nuove piante nell’area dell’attuale parcheggio e lungo la via Emilia dal rondò fino al confine con Borgolombardo
(2) - Creazione di nuovi parchi urbani 
§ Acquisizione ex parcheggio Pirelli 
§ Realizzazione di un grande parco pubblico sull’area della Campagnetta
§ Realizzazione Parco di confine tra San Giuliano e San Donato
(3) - Migliore fruibilità delle aree verdi esistenti
§ Riqualificazione ambiti ripariali del Fiume Lambro
§ Manutenzione straordinaria delle aree ludiche cittadine, con particolare attenzione alla sicurezza dei bambini e alla creazione di spazi di socialità
§ Realizzazione Parco di confine tra San Giuliano e San Donato e smantellamento degli orti abusivi lungo lo scolmatore
§ Sistemazione delle siepi e delle aiuole che creano percezione di insicurezza o nascondigli per malintenzionati
RAZIONALIZZAZIONE DELLE RISORSE ENERGETICHE E IDRICHE
(1) - Minor consumo di energia termica
§ Efficientamento energetico della scuola “G. Mazzini” di via Kennedy con la realizzazione del cappotto esterno
 § Efficientamento energetico della scuola “M. L. King” di via Di Vittorio con il rifacimento dei serramenti e la realizzazione del cappotto esterno
 § Riqualificazione energetica dell’edificio di Bolgiano
 § Rifacimento sistema di emissione e coibentazione termica del palazzo municipale 
(2) - Razionalizzazione del consumo di energia elettrica privilegiando le fonti rinnovabili
§ Installazione pannelli fotovoltaici sul tetto del palazzo municipale
§ Installazione di colonnine per la ricarica di autovetture elettriche
§ Realizzazione centrale microgenerazione sul fiume Lambro
(3) - Valorizzazione delle risorse idriche
§ Realizzazione nuova casa dell’acqua in via Di Vittorio
§ Posa nuovo condotto fognario via Martiri di Cefalonia-via Europa bis
§ Posa nuovo condotto fognario via Buozzi-Parri-Di Vittori.

2. La realtà.

Chiunque viva a San Donato sa bene che quasi nulla è stato fatto e molte delle iniziative concretamente previste non sono state neppure inserite nei vari programmi triennali delle opere pubbliche redatti da questa Giunta.
A ciò si aggiunge che nel grandioso (e rimasto in gran parte sulla carta) piano d’opere pubbliche tratteggiato dall’Assessore (si parla perfino di costruire una centrale idroelettrica sul Lambro) non c’è neppure un cenno, ad esempio, all’impiantistica sportiva, mentre le scuole sono citate solo come oggetti di riqualificazione energetica.
Sappiamo tuttavia che i programmi elettorali (anche se quello sopra descritto NON è un programma elettorale perché è una sorta di punto di metà mandato) sono spesso concepiti per essere realizzati solo in parte.
Vediamo allora nel dettaglio alcune “grandi opere” che questa amministrazione ha provato a fare per realizzare almeno qualche pezzo del suo programma, a prescindere da ogni valutazione sulla bontà/utilità/effettiva realizzabilità delle opere previste.
  • Quartiere CERTOSA - Riqualificazione urbanistica. Gli € 650.000,00 stanziati nel 2015 NON sono stati spesi e sono stati trasferiti sul 2016. 
  • Via EMILIA Sud - Riqualificazione porta di accesso alla città. Gli € 850.000,00 stanziati nel 2015 NON sono stati spesi e sono stati trasferiti sul 2016. E’ importante osservare che Quartiere Certosa e Porta di accesso alla città via Emilia Sud sono due progetti collegati e che gli € 900.000 destinati originariamente per il quartiere si sono ridotti a € 650.000, mentre gli € 600.000 previsti per il rifacimento della rotonda e della viabilità sulla via Emilia sono aumentati a € 850.000. Quindi (almeno in programma) più soldi per la rotonda stradale e meno per rendere più vivibile un quartiere sotto molti aspetti disagiato. Perché? Ma non basta: con comunicato stampa 1 aprile 2016 il Comune ha fatto sapere che “Inizia il conto alla rovescia per la riqualificazione di Certosa. Nei giorni scorsi la Giunta sandonatese ha dato il via libera al progetto definitivo per la rimessa a nuovo del quartiere, mettendo sul piatto risorse per 1 milione e mezzo di euro e dando dunque il là a un intervento molto atteso, che dovrebbe avviarsi entro la fine dell’estate con la prima tranche di lavori. Le pratiche di gara saranno espletate nelle prossime settimane, dopo di che scatteranno i tre mesi di rito per la conclusione dell’incanto e l’assegnazione delle opere.  Contiamo di iniziare i lavori tra agosto e i primi di settembre – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Battocchio – per poter concludere il tutto, come da cronoprogramma definito dall’Ufficio Tecnico, entro l’estate del 2017. Certosa cambierà radicalmente volto, sia in termini urbanistici, sia di mobilità e qualità della vita”. A parte l’espressione “inizia il conto alla rovescia”, costante negli annunci di questa giunta quando si tratta di opere costantemente rinviate e che non hanno mai inizio, c’è il fatto che ad oggi 19 luglio 2016, NESSUN BANDO DI GARA RISULTA PUBBLICATO IN PROPOSITO (vedi apposita sezione sul sito del Comune). I lavori NON inizieranno quindi certamente “entro la fine dell’estate”. Che poi il 2017 (anno previsto per la fine dei lavori) sia anche anno elettorale è ovviamente solo un caso.
  • PISTE CICLABILI - Interventi di nuova realizzazione: M3-Ospedale. Nel POP 2015-2017 era prevista la spesa di € 200.000 nel 2015; nessuna spesa per il 2016 e il 2017. NON è stato fatto NULLA. Nel POP 2016-2018 per la stessa opera è prevista la spesa di € 400.000,00 nel 2016; nessuna spesa per gli anni successivi. Al di là dell’opportunità di mettere mano a nuove piste ciclabili prima di riqualificare quelle esistenti, che sono in gran parte altamente insicure, perché non si è fatto nulla nel 2015 e gli stanziamenti sono stati addirittura raddoppiati per il 2016?
  • PISTE CICLABILI - Interventi di riqualificazione, manutenzione e completamento (Bagnolo/Poasco, Morandi, Battisti, Cefalonia e piste varie). Il POP 2015-2017 prevedeva la spesa di € 150.000 all’anno per ognuno dei tre anni. Non si sono viste finora opere di riqualificazione di queste piste ciclabili. Nel POP 2016-2017 è sparito il finanziamento di € 150.000 per il 2016 (ciò significa: nessuna opera di riqualificazione quest’anno) e sono assegnati € 150.000 all’anno per il 2017 e il 2018.
  • VIA KENNEDY/VIA MARIGNANO - Riqualificazione urbanistica e viabilistica. Gli € 990.000 stanziati per il 2015, sono stati trasferiti al 2016. Per ora nessun atto concreto, a parte il battage della consultazione pubblica con simil referendum tra gli abitanti della via. I marciapiedi sono in stato pietoso da anni.
  • POASCO - eliminazione sottopasso in accordo con RFI. Era prevista per il 2015 con uno stanziamento di € 950.000. NON È STATO FATTO NULLA. Il POP 2016-2018 rinvia una prima tranche di spesa al 2017 (€ 200.000) e una seconda (€ 750.000) al 2018. Ciò significa che non si muoverà foglia neppure nel 2016. Poi, chissà!
  • PARCO CAMPAGNETTA - Progetto di riqualificazione urbanistica. Il POP 2015-2017 prevedeva una spesa di € 50.000 nel 2015 e di € 1.000.000 nel 2016. NON È STATO FATTO NULLA. Il POP 2016-2018 prevede ora una spesa di € 50.000 nel 2016 e due tranches da € 500.000 nel 2017 e nel 2018. In realtà sappiamo che i terreni sono contaminati (ma la Giunta se n’è accorta solo quest’anno dopo che sono anni che parla della Campagnetta!), che lo scambio di terreni con il privato proprietario dei suoli, dato per fatto anni fa, è restato lettera morta e che tutto resterà quindi fermo a tempo indeterminato. Il Parco della Campagnetta è quindi un progetto che ad oggi deve considerarsi morto.
  • INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA VIABILITÀ PER LA FORMAZIONE DI ZONE 30, ISOLE AMBIENTALI ED ADEGUAMENTO FERMATE TPL. Il POP 2015-2017 prevedeva una spesa di € 100.000 nel 2015 e di € 100.000 nel 2016. NON SI È VISTO NULLA (o, quantomeno, nulla di significativo: le fermate del trasporto pubblico locale sono ridotte a ruderi, le nuove isole ambientali non ci sono, … le zone 30 boh). Comunque il POP 2016-2018 ha tagliato la spesa di e 100.000 per il 2016 e ha assegnato € 100.000 per il 2017. Nulla per il 2018. Quindi € 100.000 in meno per questa voce manutentiva.
  • INTERVENTI DI ELIMINAZIONE BARRIERE ARCHITETTONICHE MARCIAPIEDI COMUNALI ED EDIFICI PUBBLICI. Non sono verificabili facilmente perché sono microinterventi. Si può solo notare che il POP 2015-2017 stanziava per il 2016 € 150.000, mentre il POP 2016-2018 stanzia ora per il 2016 solo € 50.000. 
  • RIQUALIFICAZIONE DEL PRIMO TRATTO DI VIA LIBERTÀ. Il POP 2015-2017 stanziava per il triennio € 150.00, tutti da spendere nel 2016; il il POP 2016-2018 stanzia ancora € 150.000 nel triennio, ma da spendere solo nel 2017. L’iniziativa è quindi al palo.
  • SCUOLA PRIMARIA VIA DI VITTORIO - MANUTENZIONE STRAORDINARIA FACCIATE, REALIZZAZIONE CAPPOTTO E NUOVI SERRAMENTI. Il POP 2015-2017 stanziava ben € 1.130.000 da spendere tutti nel 2015. NON È STATO FATTO NULLA: il POP 2016-2018 rinvia lo stanziamento al 2018!
  • SCUOLA PRIMARIA VIA KENNEDY - MANUTENZIONE STRAORDINARIA FACCIATE, REALIZZAZIONE CAPPOTTO E NUOVI SERRAMENTI. Il POP 2015-2017 stanziava ben € 930.000 da spendere tutti nel 2015. NON È STATO FATTO NULLA. La scuola è stata lasciata per quattro anni con una cancellata fatta a metà e tenuta su in alcuni punti con il fil di ferro. Solo nel mese di luglio 2016 sono finalmente iniziati i lavori. L’incredibile ritardo, con le somme necessarie per i lavori già stanziate da tempo è incomprensibile.
Alle situazioni sopra esaminate si devono aggiungere:
  • Il pasticcio del Parco Mattei, da anni in stato di abbandono manutentivo e i cui impianti sportivi divengono pezzo per pezzo inutilizzabili;
  • i silos per le biciclette al capolinea della metropolitana, per i quali pare siano stati spesi circa € 1.000,000 e che non sono mai entrati in funzione;
  • il parcheggio interrato dell’ospedale (mai partito);
  • la mancata realizzazione delle aree di trasformazione del PGT, tra le quali l'area retrostante la piscina di via Parri e l'ex parcheggio Pirelli;
  • il pratone (lasciato com’è);
  • la casetta del laghetto di via Europa (un rudere, lavori di ampliamento fermi);
  • La già citata storia dell’”hotel Hilton”;
  • le colonnine elettriche per il mercato di via Gramsci (lavori lasciati a metà e non utilizzabili);
  • l’incredibile vicenda di Rocca Brivio che costa inutilmente centinaia di migliaia di Euro ai contribuenti sandonatesi. 

3. Considerazioni finali.
Il quadro che emerge è quello di una PARALISI PRESSOCHÉ TOTALE SU TUTTI I FRONTI, che non può essere giustificata solo con la lunghissima crisi economica globale e italiana che ha portato contemporaneamente al disimpegno dell’ENI da molte importanti iniziative nel nostro Comune e al continuo taglio dei fondi pubblici agli enti locali.
Infatti il Comune di San Donato ha zero debiti ed ha accumulato in questi anni avanzi di bilancio di ben 20 milioni di euro, denaro derivante in gran parte dalle tasse pagate dai sandonatesi, che non costituisce un risparmio, ma una perdita di risorse. Infatti, a causa delle norme sul cosiddetto “patto di stabilità interno” quei nostri soldi devono restare parcheggiati presso lo Stato (che si tiene persino gli interessi) e non possono più essere usati - se non in minima parte - per risolvere i problemi della città.
Non possono finire male tante cose solo perché una legge è cambiata, un investitore s’è tirato indietro, non c’è più il finanziamento … il maltempo … la sfortuna: se quasi nulla di quel che si è iniziato va in porto, è evidente che vi sono precise responsabilità dell’Amministrazione Comunale:
  • non è possibile che un operatore ottenga addirittura una variante del piano regolatore, con incremento di valore dei suoi terreni, non riesca a fare quanto promesso e non ne debba sopportare alcuna conseguenza (è il caso, ad esempio dell’hotel Hilton, che non si sa più cosa sarà);
  • non è possibile che iniziati dei lavori, siano lasciati a metà per quattro anni senza che accada nulla (è il caso della scuola di via Kennedy);
  • non è possibile che si faccia un progetto di riqualificazione faraonico, palesemente ingestibile e che dopo quattro anni si scopra che nessuno lo vuole realizzare (è il caso del parco Mattei);
  • non è possibile spendere un milione di euro per realizzare una struttura e lasciarla lì per anni non senza che si dica il perché (probabilmente, è un’ipotesi, mancano informazioni ufficiali sulle cause dello stallo) perché nessuno prima di costruirla aveva pensato a chi e come la avrebbe dovuto/potuto gestire (è il caso dei silos delle biciclette);
  • non è possibile promettere un nuovo parco pubblico e scoprire dopo quattro anni che per il momento non si può fare perché i terreni - peraltro vicini alle case e occupati da orti – sono inquinati (è il caso della Campagnetta), ecc., ecc., ecc.
Il non riuscire a fare ha un prezzo, sotto forma:
  • di costi vivi per progetti e lavori che non servono a nulla (perché restano sulla carta, sono lasciati a metà o inutilizzati) e sottraggono fondi per opere che potrebbero essere realizzate;
  • di accumulo di surplus di bilancio che viene di fatto incamerato dallo Stato per via del patto di stabilità (come detto, siamo arrivati a 20 milioni di euro);
  • di mancati introiti per l’Amministrazione Comunale, cioè per tutti noi;
  • di disagi per la collettività;
  • di servizi negati;
  • decadenza della città e, quindi, di minore attrattività della stessa anche per i cittadini e gli operatori economici (quindi: minore ricchezza per tutti).


giovedì 14 luglio 2016

Bellezza & Lavoro: Manifesto per San Donato Milanese

Per tutti al di là degli steccati
San Donato è ancora bella, ma stiamo tutti assistendo alla sua decadenza: opere pubbliche mal fatte o lasciate per anni a metà, altre - più volte annunciate - che non iniziano mai, progetti importanti per il futuro della città o per alcuni quartieri continuamente rinviati, impianti sportivi lasciati deperire per carenza di manutenzione e alla fine chiusi, il piccolo commercio, che dà lavoro e vivifica la città - già messo in grave difficoltà dalla crisi - che appare dimenticato e, talora, persino oppresso dall’Amministrazione Comunale.
San Donato ha bisogno di tornare a vivere e ad essere la città laboriosa, solidale, aperta e altamente vivibile che ci ha visto crescere, che ci ha accolto e che abbiamo scelto.
Per questo, per la città che amiamo, abbiamo fatto insieme una grande scommessa: unire persone che, pur con storie diverse, decidano di mettere in comune proposte, competenze e voglia di fare per il bene di tutti in un grande progetto civico e trasversale, aperto a tutti i cittadini.
Questo è ciò che conta davvero.
Via gli individualismi, via i personalismi: si sta insieme perché quello che ci accomuna è più forte di ogni differenza, di ogni partito o simbolo. Perché ciò che conta davvero è rilanciare San Donato, dopo anni di totale inerzia.
Abbiamo una chiara visione della città, abbiamo progetti, sappiamo dove questa città può andare, sappiamo come può raggiungere i suoi obiettivi perché conosciamo San Donato, la viviamo e la amiamo!
Questo manifesto è frutto del lavoro di sintesi di suggerimenti, osservazioni e istanze raccolte direttamente tra i cittadini, le associazioni, le categorie sociali ed economiche, ma non è un programma chiuso: vuole infatti essere la nostra presentazione alla città e l’inizio di un lavoro aperto a tutti sandonatesi che hanno deciso di impegnarsi in prima persona, finche siamo in tempo, nell’opera di ricostruzione e rilancio di una città di cui andar fieri.
Bellezza e Lavoro
Un grande uomo, Peppino Impastato, diceva “Per sconfiggere la paura e la rassegnazione, bisognerebbe educare la gente alla bellezza”. Per questo la bellezza non è un bene complementare, di cui si può fare a meno: è un bene primario, che fa amare le cose ben fatte, dà il coraggio di difenderle e la spinta per riconquistarle quando sono perdute.
Per una città la bellezza non è solo qualità della vita: è anche lavoro, perché una città bella e vivibile attrae e fa vivere le iniziative economiche in tutti i settori. Per questo San Donato deve tornare ad essere una città fiorente, verde, sportiva.
Occorre creare un circolo virtuoso: una città più bella e accogliente è una città maggiormente vissuta dai suoi cittadini e diviene - già solo per questo - più sicura, favorisce l’insediamento e la permanenza di aziende, artigiani, commercianti, professionisti e di ogni altra attività economica che ruota intorno alla città.
La bellezza aiuta anche a ricreare il senso di appartenenza, la fierezza di vivere nella città modello fondata da Mattei, con l’orgoglio del passato ma proiettati verso un futuro che consenta a San Donato essere protagonista per non rischiare di trasformarsi, come sta avvenendo negli ultimi anni, in un delle tante anonime periferie della grande metropoli.  
Partecipazione, solidarietà e responsabilità
Partecipazione, solidarietà e responsabilità sono gli elementi fondanti di ogni comunità e costituiscono le linee guida, il metodo, della nostra iniziativa per ridare bellezza e con essa opportunità di lavoro alla città.
Partecipazione significa impegnarsi in prima persona per il bene comune e anche non trasformare l’amministrazione in una torre d’avorio inaccessibile, rendendola invece programmaticamente aperta all’ascolto delle istanze dei cittadini, consentendo a tutti di sentirsi parte dell’opera comune anche solo con segnalazioni, domande o proposte.
Solidarietà significa profonda attenzione da parte di chi amministra la città a chi è più debole e alle situazioni di disagio e anche favorire tutte le forme di aiuto reciproco e d’impegno civico che sono presenti all’interno della città, senza pretese dirigistiche;
Responsabilità significa che chi amministra deve rispondere ai cittadini di quel che fa (o non fa) e anche rendere responsabili i singoli e le associazioni nell’opera di salvaguardia e miglioramento della città.
Che fare
Nelle attuali condizioni, anche economiche della nostra città, perseguire gli obbiettivi della bellezza e del lavoro con il metodo della partecipazione della solidarietà e responsabilità significa fare:

  • Attenta e costante manutenzione dell’esistente, a partire dai plessi scolastici di proprietà comunale (oltre a strade, marciapiedi, verde pubblico, aree ludiche per bambini, piste ciclabili), nella convinzione che conservare costa meno che lasciare degradare e dover poi rifare tutto di nuovo. In questa direzione devono essere eseguiti controlli costanti e approfonditi sui lavori, sia in corso di esecuzione, sia dopo la consegna, anche con la collaborazione dei cittadini, che dovranno essere messi in condizione di segnalare situazioni di degrado, malfunzionamenti, ritardi, lavori mal fatti e ricevere dall’amministrazione risposte concrete e puntuali;
  • Concentrare le risorse disponibili su poche “grandi opere”, decisive per salvare dal degrado alcune zone della città e rinnovare il volto di San Donato.  Pensiamo in particolare: alla riqualificazione di Certosa in armonia con le istanze dei suoi abitanti e senza progetti imposti dall’alto; alla realizzazione del parco della Campagnetta, con la bonifica dei terreni, per dare un polmone verde a un quartiere che ne è privo; al salvataggio degli impianti sportivi del Parco Mattei, dove, senza progetti faraonici è certamente possibile coinvolgere i privati nella riqualificazione degli impianti esistenti, con la realizzazione di una piscina coperta da 25 metri simile a quella di via Parri, utilizzabili in determinate fasce orarie con tariffe agevolate dalle associazioni sportive sandonatesi; alla sistemazione (finalmente!) del pratone, anche qui con un progetto semplice, che preveda molti alberi, sentierini in terra battuta, aree giochi, adeguata illuminazione e che sarà sempre possibile migliorare disponendo di maggiori risorse;
  • Aiutare i piccoli commercianti a resistere alle crisi, perché i negozi di quartiere, le edicole dei giornali, gli esercizi artigianali offrono servizi ai cittadini, danno lavoro, rendono viva la città e così contribuiscono anche alla sicurezza di tutti. Questo aiuto parte da cose molto semplici, come non accanirsi su un’insegna per ottenere subito un modesto gettito fiscale in più (col rischio di perderne dieci volte tanto perché l’attività commerciale colpita chiude), prestare attenzione all’impatto dei lavori stradali sulle attività commerciali, semplificare la concessione di licenze e permessi, coordinare feste ed eventi organizzati o patrocinati dall’Amministrazione Comunale con i commercianti e favorire l’organizzazione di eventi di via o di zona, per promuovere le attività commerciali;
  • Favorire l’insediamento e la permanenza sul nostro territorio di attività produttive, principalmente attraverso la creazione di uno sportello imprese votato allo snellimento delle pratiche burocratiche e, nei limiti del possibile, fiscalità di vantaggio. Pensiamo inoltre di organizzare il trasporto pubblico locale anche in funzione delle esigenze dei dipendenti delle aziende (non solo ENI) presenti sul territorio (per rendere San Donato appetibile per le imprese anche per la facile raggiungibilità degli insediamenti produttivi). In quest’ambito, appare molto utile l’istituzione, possibilmente in collaborazione con le realtà produttive maggiormente interessate (ENI, Policlinico, alberghi, etc.), di un servizio navetta pubblico tra San Donato e Linate (che è vicinissimo, ma non è collegato direttamente alla nostra città con mezzi pubblici);
  • Rendere la città più sicura con interventi concreti e possibili, come la bonifica delle aree degradate, il miglioramento dell’illuminazione notturna, telecamere messe in rete, “sentinelle” di quartiere, inflessibilità sugli accampamenti abusivi;
  • Riorganizzare e rendere più efficiente i servizi cittadini di trasporto pubblico, oggi principalmente prestato da vecchi ingombranti autobus, che viaggiano vuoti o semivuoti, con orari spesso aleatori. Il primo passo in questa direzione è quello di installare alle fermate paline che indicano il tempo di attesa del mezzo in arrivo (sembra poco, ma è fondamentale per chi usa i mezzi pubblici in una piccola città, perché fa sapere agli utenti se vale la pena di aspettare l’autobus o andare a piedi e non richiede grandi investimenti). Il secondo passo è quello di un recupero tariffario: c’è una grande differenza tra il non incassare nulla dai biglietti perché quasi nessuno li usa, non si sa neppure dove comprarli e non ci sono controlli e incassare magari poco con tariffe contenute, ma pagate da tutti o quasi, pena la multa. Il terzo passo è istituire finalmente, il sempre promesso ma mai realizzato, servizio di miniautobus a chiamata, che nella nostra realtà comporta certamente un uso più razionale delle risorse e, quindi, risparmi;
  • Fornire spazi, servizi e (nei limiti del possibile) contributi alle associazioni di volontariato che operano con i soggetti deboli, per favorire un welfare di prossimità diffuso e capillare, valorizzando le tante persone che a san Donato si impegnano gratuitamente per gli altri;
  • Oculata, giusta ed efficiente gestione degli alloggi di proprietà comunale, per dare la migliore risposta possibile alle emergenze abitative;
  • Prestare grande attenzione all’associazionismo sportivo sandonatese e agli oratori, per favorire la pratica sportiva e sane forme di aggregazione giovanile, concentrandosi in modo particolare sull’impiantistica sportiva di base, possibilmente collegata con centri di aggregazione giovanile;
  • Rendere più semplice ed efficiente la raccolta differenziata, soprattutto dei rifiuti ingombranti non raccolti porta a porta;
  • Istituire una consulta permanente tra Amministrazione Comunale e Scuole (comunali, statali e non statali), dai nidi di infanzia alle superiori, per individuare e porre in atto ogni possibile forma di collaborazione del Comune a favore degli istituti scolastici (esigenze manutentive, problemi derivanti dalla sicurezza o dalla viabilità, partecipazione a bandi che erogano fondi per progetti specifici, etc.);
  • Formare consulte di quartiere e di settore (ad esempio: associazioni di volontariato, di commercianti e artigiani, sportive) per ascoltare sistematicamente la città e raccoglierne le richieste, senza calare progetti dall’alto.
Cosa NON fare
X  Programmi irrealizzabili nelle attuali condizioni economiche, che promettono tutto a tutti, sapendo bene che resteranno sulla carta.
X   Disperdere energie e risorse su tante iniziative contemporaneamente, senza portarne a termine nessuna.
X  Credersi più bravi, più capaci e più intelligenti degli altri solo perché si sono vinte le elezioni.
X   Non essere disponibili al dialogo con la città.
X Non dire la verità, dare risposte evasive, non essere disposti a riconoscere gli errori eventualmente commessi e non essere disponibili a dimettersi quando se ne fanno di gravi.
* * *
Non abbiamo finora scritto la parola onestà: è solo perché la riteniamo una precondizione scontata e imprescindibile. Non faremo questioni di certificati penali (che arrivano sempre dopo e che talvolta mettono nei guai persone perbene). Siamo in una piccola città, dove bene o male direttamente o indirettamente, ci si conosce tutti: quindi, semplicemente, tra noi non ci sarà nessuno che non possa camminare a testa alta tra i suoi concittadini.
* * *
Questa è la nostra proposta per San Donato, che è fatta per essere arricchita e migliorata con il Vostro contributo e la Vostra partecipazione e li attende. Noi ci impegniamo a mettere a disposizione della città il nostro tempo, le nostre capacità, il nostro entusiasmo, il nostro senso civico.

Grazie.

martedì 12 luglio 2016

Perchè questo blog

San Donato Bella nasce da una serie di incontri tra un gruppo di cittadini sandonatesi (gruppo che coinvolge ormai davvero molte persone) che non si rassegna a quello che appare l'inevitabile progressivo declino della nostra città. Dai nostri incontri sono sorte nuove amicizie tra persone molto distanti le une dalle altre per età, esperienze personali e lavorative, idee politiche, che hanno deciso di mettersi insieme “al di là degli steccati” per provare a cambiare questo destino.

Questo blog è un punto di ritrovo online per chi è già coinvolto nella nostra iniziativa ed uno dei modi possibili per raggiungere chi ancora non ci conosce.

E’ anche un gesto di speranza e di amore verso San Donato Milanese, la città dove abbiamo scelto di vivere e di far crescere i nostri figli.
La speranza di poter fare qualcosa per fermare la decadenza di una città modello che coniugava bellezza e lavoro, mentre oggi appare bloccata e vede la sua bellezza un poco per volta sfiorire insieme al lavoro.
L'amore per un luogo e le persone che ci sono care che lo abitano.
La speranza e l'amore generano attenzione a quel che accade per comprenderne le ragioni e un impegno concreto per tentare di cambiare verso a quel che sembra un inevitabile declino.

San Donato Bella sarà un luogo dove, con il contributo di tutti coloro che vorranno partecipare a questo lavoro, troveranno spazio notizie su quanto avviene a San Donato Milanese, analisi e dibattiti, nel tentativo di costruire tutti insieme proposte di cambiamento per una nuova San Donato. Tutto quello che sarà pubblicato sul nostro blog dovrà quindi essere considerato non come qualcosa di chiuso e preconfezionato, ma come uno spunto per aprire una discussione e iniziare un lavoro, fatto anche di approfondimento, di comprensione delle ragioni degli altri e della disponibilità a cambiare, se del caso, le proprie opinioni iniziali.

Una sola raccomandazione che può aiutare ad esercitare il nostro senso critico: cerchiamo di non dimenticare mai, anche quando faremo proposte, che "è tipico delle aspirazioni utopiche delineare ricette “pratiche” nel modo più dettagliato possibile, al fine di dimostrare la loro realizzabilità" (Rosa Luxemburg). Ecco: noi non vorremmo avere aspirazioni utopiche perché vorremmo davvero riuscire a fare qualcosa di bello, di buono e di giusto per questa città.

Le nostre regole

Questo è un blog dedicato a San Donato Milanese, principalmente al presente e al futuro della città, aperto alla discussione e allo scambio di idee. Ciò non significa che chiunque possa postare tutto quel che gli pare. In particolare sono vietati: gli insulti, le offese personali, l'uso di espressioni volgari o sconvenienti, i contenuti violenti o diffamatori, la pubblicità commerciale o il rinvio a link o a siti internet che abbiano tali caratteristiche. I commenti ritenuti, a insindacabile giudizio dell’autore del blog, appartenenti alle categorie di cui sopra o non pertinenti non saranno pubblicati o, se pubblicati per errore, saranno cancellati. I commenti sono soggetti per quanto possibile a moderazione. Questo non è un blog professionale, pertanto non è possibile assicurare la pronta pubblicazione dei commenti, né l’immediata cancellazione di quelli vietati. In ogni caso, chi interviene risponde di quel che scrive.
Grazie.